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67° Regata dei Tre Golfi

Compie sessantasette anni la nostra storica Regata dei Tre Golfi, mentre è di vent'anni fa la prima "Settimana" velica che porta il suo nome. Un evento che negli anni ha avuto il supporto dei grandi sponsor della vela, da Zegna a Loro Piana, a Telecom ... per poi entrare nel gotha della vela internazionale sotto il cappello Rolex.

Negli ultimi quattro anni, nonostante lo stop dovuto alla pandemia, la "Settimana" è cresciuta a ritmi esponenziali e con lei la long distance race che ne è la prova di apertura. Tutto resta immutato rispetto all’edizione del 2021, anche la partenza anticipata alle 19,30 dalla tradizionale mezzanotte. Un cambiamento dovuto alla pandemia che è stato molto apprezzato: sfilare al tramonto lungo la costa di Posillipo verso le isole del Golfo offre scenari indimenticabili.

Regata complicata: la suggestiva partenza serale, la rotta intorno a tante isole con i loro ridossi, i microclimi dei diversi golfi e la predominanza di venti spesso leggeri creano sorprese anche ai più esperti, così che la vittoria è aperta a tutti e questo è il suo fascino.

Tagliata la linea di partenza, all’altezza di capo Posillipo va fatta la prima scelta: meglio tenersi sotto costa (ma attenzione alle secche della Gaiola) o navigare più al largo? E poi: lasciato Monte di Procida, in rotta verso Ponza, quanto lontano passare da Ischia con il suo altissimo monte Epomeo? Più facile il tratto seguente: la rotta verso Ponza è il più delle volte una piacevole navigazione senza insidie tattiche.

Ponza è disseminata di piccole trappole, anche se quasi mai determinanti per il successo nella regata. Non mi riferisco tanto alle secche fra l’isola e Zannone, ma alla rotta fino a Punta della Guardia: con venti occidentali ci attende una lunga serie di bordi sotto costa, ma attenti a non lasciare agli avversari più al largo l’opportunità di sfruttare un’aria a volte più sostenuta.

Girata l’isola, nelle 60 miglia verso Punta Campanella il sole e le sue brezze occidentali tenderanno progressivamente a lasciare il posto alle termiche notturne, e c’è di nuovo il monte Epomeo sulla rotta! Il timore delle calme ischitane consiglia una rotta lontana dalla costa, come del resto a Capri. Meglio tenersi 2-3 miglia a nord dell’isola, i passaggi a sud di Capri non sono quasi mai vantaggiosi, se non pianificati subito nella rotta da Ponza per evitare miglia addizionali.

Ancora insidie nelle ultime 15 miglia. Nel Golfo di Salerno, quasi sempre con un vento diverso da quello del Golfo di Napoli, la rotta verso gli isolotti de Li Galli, in prossimità di una costa alta, impone una scelta fra la possibile termica costiera e l’apparentemente più sicura rotta al largo.

Infine affrontiamo il giro di Capri: venendo da est dobbiamo girarla lasciandola a dritta fino al porto e almeno un versante ridossato ci sta aspettando! Dopo i Faraglioni sarà una lotteria; al vostro fiuto la possibilità di vincere (o perdere?) una regata ineguagliabile.

Documenti di regata

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